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I soci AIA sono invitati a proporre recensioni delle pubblicazioni segnalate in questa sezione


Literature Cultural Studies

Bolchi, Elisa. L'indimenticabile artista. Lettere e appunti sulla storia editoriale di Virginia Woolf in Mondadori, Milano: Vita e Pensiero, 2015, pp. 135, € 14.
 
Partendo dalle carte editoriali inedite custodite presso l’Archivio storico Arnoldo Mondadori Editore, L’indimenticabile artista racconta le vicende alle spalle delle prime edizioni italiane dell’opera di Virginia Woolf, da cui traspaiono le difficoltà che il mercato editoriale dovette affrontare per risollevarsi dalle macerie della seconda guerra mondiale, per poi reinventarsi negli anni della rinascita economica. Oltre al vedovo di Virginia, Leonard Woolf, protagonisti di queste carte sono Arnoldo e Alberto Mondadori, il cui rapporto è ritratto anche grazie ai contatti con altri illustri intellettuali: da Emilio Cecchi ad Anna Banti, da Fernanda Pivano a Elio Vittorini. Grazie a una parziale rilettura della ricezione italiana della Woolf alla luce di questo retroscena editoriale emerge come ciò che accadde in Mondadori nel secondo dopoguerra contribuì a delineare l’immagine che si ha oggi della scrittrice nel nostro paese.


Bruni Roccia, Gioiella.  Locke e la costruzione del lettore moderno. Sulle soglie del «Saggio sull’intelletto umano», Roma: Bulzoni, 2013, pp. 232 con ill., € 20.

Poche opere, al pari del Saggio sull’intelletto umano, hanno contribuito a plasmare l’atteggiamento e la cultura della modernità con altrettanta pervasiva influenza. D’altra parte, l’affermarsi del pensiero di Locke deve moltissimo allo stile discorsivo del Saggio, all’uso figurato del linguaggio, alla concretezza dei concetti e soprattutto all’attenzione privilegiata nei confronti del lettore comune. Una vera e propria educazione del lettore viene sviluppata nelle pagine introduttive dell’opera, in quella zona liminale in cui l’autore si rivolge direttamente al suo “Reader”.
Questo libro si sofferma sull’analisi del paratesto lockiano in un’ottica che media tra filosofia e letteratura, tra retorica della scienza e pragmatica della comunicazione letteraria. L’intento è quello di ricostruire i percorsi attraverso cui Locke guida il lettore verso nuovi stili di ragionamento e di pensiero; o in altri termini, si tratta di illuminare i modi in cui viene proposta un’esperienza di esplorazione e di scoperta, che coinvolge non soltanto la dimensione conoscitiva. Poiché, come si legge nell’Epistola al lettore, “ha scarsa familiarità con l’argomento di questo trattato chi non sa che l’INTELLETTO, essendo la facoltà più elevata dell’anima, è anche quella che viene adoperata con il più intenso e costante godimento”.


Cianci, Giovanni and Patey, Caroline (eds). Will the Modernist. Shakespeare and the European Historical Avant-Gardes, Oxford: Peter Lang, 2014, pp. 290, 6 b/w ill., € 60,10.
 
Why was the Bard of Avon so frequently on the agenda of avant-garde writers in Britain, France, Italy, Portugal, Germany and Ireland? This volume explores the rich and diverse landscape of Shakespearean encounters in the tormented aesthetics of pre- and post-World War I Europe. However manipulated, deformed or transfigured, the Renaissance dramatist was revived in infinite guises: verbal, philosophical, visual and linguistic. Was he an icon to be demolished ruthlessly as the expression of a stale past or, on the contrary, did his works offer the foundation for new and provocative artistic explorations? Was he an enemy, a foil, a mirror? As they cross the borders of European countries and languages, the essays of this book interrogate Shakespeare’s living presence and chart the multiple facets of his vibrant and chameleonic afterlives as no single volume has done before. The exploration of territories situated beyond Anglophone boundaries partly displaces the Bard from his given niche in English culture and retrieves lost or marginalized Shakespearean voices. The annotated bibliographies which complete the volume greatly extend the territory of scholarship and offer a precious map of orientation in the maze of critical works.
Contents: Giovanni Cianci: Introduction: The Agon with the Bard • Massimo Bacigalupo: Yeats and Pound: A Poetics of Excess and Pastiche • Jason Harding: T.S. Eliot’s Shakespeare: Changing our Way of Being Wrong • Carlo Pagetti: ‘Where there’s a Will, there’s a Way’: The Dialogue between Virginia Woolf and Master William • Giovanni Cianci: Modernist Interpreters of Shakespeare: Wyndham Lewis and G. Wilson Knight • Marjorie Perloff: Wittgenstein’s Shakespeare • Claudia Corti: ‘As you Disguise me’: Shakespeare and/in Pirandello • Silvia Riva: In Hamlet’s Path: Shakespearean Etchings in Laforgue and Tzara • George Oppitz-Trotman: Shakespeare’s Abandoned Cave: Bertolt Brecht and the Dialectic of ‘Greatness’ • Vincenzo Russo: Fernando Pessoa: A Peripheral Shakespearean Out of his Time • Laura Pelaschiar: Joyce’s Shakespeare • Caroline Patey: Beckett’s Shakespeare, or, Silencing the Bard.


Colombino, Laura. Spatial Politics in Contemporary London Literature: Writing Architecture and the Body, New York and London: Routledge, 2013, pp. 200, £ 80.

This book analyses the spatial politics of a range of British novelists writing on London since the 1950s, emphasizing spatial representation as an embodied practice at the point where the architectural landscape and the body enter into relation with each other. Colombino visits the city in connection with its boundaries, abstract spaces and natural microcosms, as they stand in for all the conflicting realms of identity; its interstices and ruins are seen as inhabited by bodies that reproduce internally the external conditions of political and social struggle. The study brings into focus the fiction in which London provides not a residual interest but a strong psychic-phenomenological grounding, and where the awareness of the physical reality of buildings and landscape conditions shape the concept of the subject traversing this space. Authors such as J. G. Ballard, Geoff Dyer, Michael Moorcock, Peter Ackroyd, Iain Sinclair, Geoff Ryman, Tom McCarthy, Michael Bracewell and Zadie Smith are considered in order to map the relationship of body, architecture and spatial politics in contemporary creative prose on the city. Through readings that are consistently informed by recent developments in urban studies and reflections formulated by architects, sociologists, anthropologists and art critics, this book offers a substantial contribution to the burgeoning field of literary urban studies.


Crisafulli, Lilla Maria (ed). British Risorgimento. Vol. I - L'Unità d'Italia e la Gran Bretagna, Napoli: Liguori Editore, 2013, pp.280, € 24,99.

Il volume ricostruisce il clima che si venne a creare in Gran Bretagna attorno alla “questione nazionale italiana”. Emerge un panorama ag­giornato e puntuale del modo in cui l’Italia risorgimentale fu elaborata dall’im­maginario collettivo britannico, che getta luce sulle svariate forme che di volta in volta assunse la dialettica, tipicamente italiana, tra una iden­tità nazionale, necessariamente virtuale, e le molteplici, quanto reali, identità locali, filtrate e negoziate dall’arte e dalla letteratura italiane, nell’interscambio vitale e continuo con la stessa cultura anglosassone. L’indagine parte dai ‘precursori’ elisabettiani e giunge ai salotti britannici ed europei ottocenteschi nei quali il discorso pre-risorgimentale circolava ampiamente. Nel complesso, ciò che questo libro vuole mettere a fuoco è lo stretto e inscindibile legame che si creò nel percorso risorgimentale fra due modalità di dialogo: quello, da un lato, fra nazioni e quello, dall’altro, fra diverse forme artistiche che diedero espressione a un movimento internazionale insieme culturale e profondamente politico.


De Filippis, Simonetta (ed.).William Shakespeare e il senso del tragico, Napoli: Loffredo Editore, 2013, pp. 317, € 14.50.



De Riso, Giuseppe. Mappe affettive e corpi biomediati nel gioco elettronico tridimensionale del mondo anglofono, Trento: Tangram, 2013, €13.



Di Piazza, Elio and Polezzi, Loredana (eds.) Travel Writing and the shape of the world, TEXTUS, English Studies in Italy, XXV (2012) no. 2 (May-August)



Huguet, Christine and Nathalie Vanfasse (eds). Charles Dickens, Modernism, Modernity. Colloque de Cerisy, Paris: Editions du Sagittaire (Collection Histoire Littéraire), 2014. Vol. I: pp. 230, € 20; Vol. II: pp. 266, € 20.

Charles Dickens, Modernism, Modernity examines the reasons why Dickens’s fiction, this “flowing and mixed substance called Dickens,” as Chesterton once said, became straightaway – and forever, it would seem – a world landmark.
Seeking to uncover some of the secret springs of the great novelist’s timeless, mythical fiction, the essays collected in these volumes mirror the current variety of theoretical approaches to the intriguing question of Dickens’s receptiveness to the modern.
Volume 1: Urban Modernity; Modernity in / and Motion
Contributions by Andrew Ballantyne, Michael Hollington, Christine Huguet, Juliet John, Francesca Orestano, Wendy Parkins, Robert L. Patten, Gillian Piggott, Vladimir Trendafilov, Nathalie Vanfasse.
Volume 2: The Life of Things; Dickens the Thinker; Mysteries of the Self; Towards a Modernist Aesthetics?
Contributions by Matthias Bauer, Murray Baumgarten, John Bowen, Adina Ciugureanu, David Ellison, Lawrence Frank, Holly Furneaux, Michal Peled Ginsburg, John O. Jordan, Valerie Kennedy, William F. Long, Natalie McKnight, David Paroissien, Dominic Rainsford, Paul Schlicke, Angelika Zirker.


Imperiali, Isabella (ed). British Risorgimento. Vol. III - Roma e l'Italia nello sguardo degli scrittori di lingua inglese, Spoleto: Editoria & Spettacolo, 2013, pp. 157, € 15.

Il volume è parte della più ampia ricerca nazionale "British Risorgimento": Rappresentazioni e interazioni britanniche nel processo di unificazione nazionale italiana - 1770-1870”, PRIN 2008, che ha coinvolto studiosi di diverse università. E’ qui presa in esame sia la rilevanza accordata al Risorgimento italiano dalla cultura britannica nel suo complesso - e quanto essa abbia ravvivato anche il dibattito interno sulla definizione della Englishness - sia la rappresentazione che gli autori di lingua inglese fornirono della realtà di Roma e dello Stato pontificio. Un contributo fondamentale, che nel XIX secolo assume un ruolo ancora più rilevante perché la ricca produzione artistica e letteraria inglese ispirata dal nostro Paese diventa anche specchio del processo di definizione dell'identità nazionale italiana. La Roma degli Inglesi è dunque la prospettiva privilegiata da cui muove questo studio che, seppur limitato alla testimonianza di alcuni dei tanti letterati che si invaghirono della città, mette in evidenza nelle loro opere le problematiche legate alla Questione romana. Non v'è dubbio che tali opere ebbero influenza nell'articolato dibattito sul processo dell’unificazione italiana, con il sostegno ideologico a processi radicali o apertamente anti-papalini fino a rigurgiti conservatori o schiettamente contro-rivoluzionari, e non mancarono di incidere nel frammentato panorama sociale e politico italiano.  


Manferlotti, Stefano. Cristianesimo ed ebraismo in Joyce, Roma: Bulzoni Editore, 2014, pp.140, € 12.



Manferlotti, Stefano (ed). La malattia come metafora nelle letterature dell'Occidente, Napoli: Liguori, 2014, pp. 217, € 21,99.

Che la letteratura di ogni tempo e luogo si sia cimentata così spesso - e in forme così variegate ed alte - nella rappresentazione della malattia è comprensibile, costituendo la condizione morbosa non soltanto un'esperienza pressoché ineludibile di ogni vivente, ma anche una delle più intense e significative: un'esperienza che riguarda in modo congiunto il corpo e l'anima, la vita e la morte, il tutto e il nulla. Di questa fenomenologia molteplice e suggestiva che incrocia di continuo i saperi più diversi e confluisce in molti temi e archetipi dell'essere umano, i contributi raccolti in questo volume intendono indagare esiti letterari particolarmente significativi e proporre un rilancio teorico sull'intera materia.
Saggi di: Gennaro Carillo, Mirella Billi, Michele Stanco, Francesco de Cristofaro, Stefano Manferlotti, Angela Leonardi, Francesco Marroni, Annamaria Lamarra, Antonio Bibbò, Flavia Cavaliere, Carlo Pagetti, Giuseppe Episcopo.



Marroni, Francesco. Come leggere «Jane Eyre», Chieti: Solfanelli, 2013, pp.175, € 14.

Sin dalla sua pubblicazione nel 1847, Jane Eyre rivelò il suo forte impatto sulla cultura dell’epoca: tutti riconobbero la poderosa inventiva di Charlotte Brontë che, fra estimatori e detrattori, riuscì a imprimere al genere romanzesco una svolta radicale, sia nella forma sia nei contenuti.
Dopo Jane Eyre la storia del romanzo non è più la stessa. Ad essere delineato è un nuovo orizzonte assiologico in cui un’umile istitutrice, narrando la sua autobiografia di affermazione e successo, offre un modello di eroina che diventerà il paradigma genealogico della modernità, spazzando via pregiudizi, sospetti e incrostazioni intorno al mondo femminile. Non solo: dal punto di vista biografico Jane Eyre diviene la pietra angolare di quel mito brontiano da cui, in un continuo susseguirsi di sollecitazioni intertestuali, deriveranno altre storie, altre scritture, altri discorsi e percorsi finzionali in una infinita esplorazione e riproposizione di Jane Eyre e delle sue svariate diramazioni semantiche.
Con l’intento di offrire una guida alla lettura di un classico di tutti i tempi, Come leggere “Jane Eyre” si avvale più del coordinamento funzionale di metodi e approcci critici che di un disegno teorico rigido, di una intelaiatura monologica intesa come ancoraggio tematico precostituito. Jane Eyre è un romanzo che continua a porre domande ai suoi lettori: la sua grandezza sta nell’inesauribile capacità di disseminare possibilità interpretative. Muovendo dal contesto socioculturale in cui visse Charlotte Brontë, il presente lavoro mira a interpretare l’intreccio di voci che si nasconde dietro la parola dell’io narrante e a dimostrare come il romanzo costruisca la sua molteplicità discorsiva sull’idea di una complessità testuale che non ammette semplificazioni ideologiche e scorciatoie interpretative. 



Mullini, Roberta. Healing Words. The Printed Handbills of Early Modern London Quacks, Frankfurt am Main: Peter Lang, 2015, pp. 264, € 56.
 
During the English Restoration, London unlicensed health carers printed handbills as the easiest way to advertise their medical practices. In order to increase our awareness of irregular medical practitioners as a cultural phenomenon and examine their language, two collections of handbills have been transcribed. The study analyses the lexicon used to address readers, the traits of orality in written communication as well as the places where proprietary medicines were sold. Furthermore it looks closely at the visual impact of some handbills and the role of anti-quack satire at the end of the seventeenth century.
ritratto anche grazie ai contatti con altri illustri intellettuali: da Emilio Cecchi ad Anna Banti, da Fernanda Pivano a Elio Vittorini. Grazie a una parziale rilettura della ricezione italiana della Woolf alla luce di questo retroscena editoriale emerge come ciò che accadde in Mondadori nel secondo dopoguerra contribuì a delineare l’immagine che si ha oggi della scrittrice nel nostro paese.


Payne, Susan (ed). William Shakespeare, Richard II, trad. it. di Alessandro Serpieri, Venezia: Marsilio Editori, 2014, € 19.
 
Volontà e destino, rito e potere si fondono assieme in quello che Coleridge definì il «dramma più schiettamente storico di tutto il teatro shakespeariano». La scena, alla fine del xiv secolo, è quella della drammatica deposizione di Riccardo ii, osteggiato e sconfitto dal cugino usurpatore Enrico Bolingbroke, che ascenderà al trono con il nome di Enrico iv. Figura sacra e rituale dell'ordine simbolico medievale, di un mondo di istituzioni e cerimonie che sta collassando su se stesso per cedere il passo a una visione più moderna di regalità, Riccardo è però anche un uomo dalla profonda intuizione e dal pathos sofferto, un individuo che accoglie su di sé il declino tragico della perdita del nome e dell'identità, e che sceglie di arrendersi, prima ancora di aver lottato, alla propria disperata fragilità. Oscure trame, segreti inganni, vuoti cerimoniali e laceranti monologhi costituiscono lo sfondo e al contempo l'essenza di questo profondo dramma politico e psicologico, che sin dalle prime rappresentazioni ha dimostrato la sua imperitura capacità di significazione. Adattato e rivisitato con il passare dei secoli, declinato nei suoi molteplici interrogativi sul potere, il Riccardo ii gode di enorme successo fin dal Settecento e nel Novecento vede tra i suoi registi i nomi di Giorgio Strehler, Gabriele Lavia, Anthony Quayle e Peter Hall. L'ultimo secolo assiste anche al fiorire delle traduzioni, e questa che qui presentiamo, eseguita con la passione e la nota maestria di Alessandro Serpieri, non potrà che arricchire la scena editoriale italiana.
 

Ruggieri, Franca and Enrico Terrinoni (eds). Joyce Studies in Italy. Vol 1 NS: Joyce in/and Italy, Roma: Edizioni Q, 2013, pp. 143, € 18.


Salerno, Vincenzo (ed). John Milton. Sansone Agonista, prefazione di Carlo Carena, Bologna: Millennium, 2012, pp. 177, € 10.

Una “difesa del sistema degli antichi” giudicò Ugo Foscolo Samson Agonistes ritenendo che quella tragedia – ebraica “nell’ispirazione religiosa”, classicheggiante nella forma poetica e, per esplicita ammissione dell’autore, ispirata ai modelli del teatro italiano del Cinquecento – sarebbe sembrata “antica” perfino ad Euripide e Sofocle. John Milton pubblicò il suo Dramatic Poem negli ultimi anni di una vecchiaia “indomabilmente disperata”, ormai caduto in disgrazia, vessato dalla malattia e dalle ristrettezze. “Sotto la maschera” di Sansone, scrisse Giuseppe Tomasi di Lampedusa, “Milton, come lui campione di Dio, come lui cieco, come lui schiavo degli empi esala il suo dolore e la sua fierezza”.


Soccio, Anna Enrichetta. Come leggere «Hard Times», Chieti: Solfanelli, 2014, pp.144, € 12.

Pubblicato nel 1854, Hard Times si impone subito all’attenzione del pubblico sia per il suo dichiarato intento polemico (negazione della validità dell’utilitarismo), sia per il grande impatto immaginativo che Dickens riesce ad esercitare sui lettori vittoriani. Toccando temi che combinano umanesimo e industrializzazione, difesa dell’individuo e movimenti sindacali, affermazione del principio di libertà milliano e implicita visione cristiana del mondo, lo scrittore dimostra che non esistono facili formule o gratificanti definizioni per configurare la complessità dei rapporti umani.
Con la pubblicazione di Hard Times, il romanzo vittoriano subisce un notevole impulso in direzione di una rappresentazione realistica della società coeva, senza tuttavia rinunciare mai al piacere di una visionarietà di nuovo conio. In Hard Times, Dickens mostra come la sua arte sia “inimitabile” e abbia già il respiro e l’impegno morale delle grandi opere della maturità. 
 

Squeo, Alessandra. Shakespeare's Textual TracesPatterns of 'Exchange' in «The Merchant of Venice», Bari: Edizioni dal Sud, 2012, pp. 273, € 16.

Mainly focusing on the relevance of Italian cultural models as a crucial component of English Renaissance drama, this book largely draws on the critical debate which in the last two decades has explored more inclusive and dynamic notions of intertextuality and interdiscursivity.
Shakespeare’s The Merchant of Venice is here examined as part of an extensive network of transnational exchanges between sixteenth-century Venice and England. The major centre of attention is the migration of both literary and non-literary texts and discourses which offer valuable insights into the socio-cultural, theological and economic conflicts embedded in the debates on money-lending and trade in Elizabethan England, where the moral and legal justification of interest was a vital issue in the transition from feudal economy to modern capitalism.
Light is mostly shed on the pre-eminently linguistic nature of such migrations in a period in which language was the most significant ‘currency’ of the age. Against the background of the wide circulation of ideological codes and cultural models in Renaissance Europe, this book inspects Shakespeare’s exploration of the polysemic status of such words as ‘obligation’, ‘interest’, ‘credit’, ‘good’, ‘bond’, which still bore a strong moral or ethical significance, and whose powerful resonances he imaginatively weaves into the intricate linguistic texture of his play.


Stanco, Michele. Rinascimento inglese. Lessico della cultura e tecnologie della comunicazione, Napoli: Liguori, 2013, pp. 152, € 14,99.

L’idea che dietro un corpus di parole si celi la cultura che l’ha prodotto è un’idea antica. È un’idea, peraltro, sottesa al concetto erasmiano di copia e coltivata nei manuali di retorica e nei dizionari elisabettiani. A partire da tale spunto, nella prima parte del volume l’autore propone una serie di percorsi sul Rinascimento inglese avvalendosi di alcune parole-chiave attinte dalla cultura dell’epoca. Se la filosofia morale discettava sul governo delle passioni (rule) o sulla formazione della persona (fashion), la critica letteraria dibatteva il rapporto tra il momento inventivo della poesia (idea) e la sua attualizzazione linguistica (utterance). La lirica amorosa, a sua volta, era presentata dai poeti come una trascrizione del cuore sulla pagina. L’indagine sulla storia di tali concetti è affiancata, nella seconda parte del volume, da un’indagine sulle tecnologie che ne permisero la diffusione, moltiplicando le modalità comunicative della parola e contribuendo a modularne il senso.


Stanco, Michele. Rinascimento inglese. Lessico della cultura e tecnologie della comunicazione, Napoli: Liguori Editore, 2013, pp. 168, € 14,99



Stanco, Michele (a cura di), La letteratura inglese dall’Umanesimo al Rinascimento. 1485-1625, Roma: Carocci, 2016, pp. 432 (Studi Superiori), € 38,00



Tomaiuolo Saverio. Victorian Unfinished Novels. The Imperfect Page, Basingstoke: Palgrave Macmillan 2012, pp. 204, £ 53.

The first detailed study on the subject of Victorian unfinished novels, this book explores the notion of incompleteness in major novelists such as Charlotte Brontë, Elizabeth Gaskell, W. M. Thackeray, Charles Dickens, R. L. Stevenson, Anthony Trollope, Wilkie Collins and Henry James. The aim of this book is to shed further light on novels that have been neglected by critical studies (Thackeray's Denis Duval, Stevenson's St. Ives, Trollope's The Landleaguers, and Wilkie Collins's Blind Love), and to focus in a new way on critically acclaimed masterpieces (Dickens's The Mystery of Edwin Drood, Gaskell's Wives and Daughters and Stevenson's Weir of Hermiston). The incomplete nature of these texts has sometimes prevented literary critics from approaching them as the last important narrative testimonies on topics cogently related to Victorian culture, such as the question of moral corruption, the crisis of old narrative forms, the changing roles of ladies and gentlemen in society, the necessity of idealism in an 'age of incredulity' and the incongruities of imperial politics. This book thus offers a counter-reading of the nineteenth-century literary canon through the perspective offered by the issue of 'unending'. Using extensive quotations from primary texts, and applying an engaging and lively close analysis, Victorian Unfinished Novels: The Imperfect Page also raises thought-provoking questions on the alleged impossibility of a closed narrative ending, and on the idea of literary creation at large.


Troisi, Federica. Salvatore Bacile di Castiglione. Un nomade salentino nell’Inghilterra vittoriana, Bari: Progedit, 2013, pp. 112 con ill., € 20.00



Vermeulen, Pieter. Contemporary Literature and the End of the Novel: Creature, Affect, Form, New York: Palgrave Macmillan, 2015, pp. 182. Hardcover [ISBN 978-1-137-41452-6]



Zanotti, Serenella. Italian Joyce. A Journey through Language and Translation, Bologna: Bononia University Press, 2013, pp. 230, € 23.

James Joyce spent most of his life in voluntary exile. This condition allowed him to experience linguistic diversity and displacement, and is reflected in Joyce’s defamiliarizing use of language, polyglot experimentation and inherently translational writing. This volume goes to the roots of Joyce’s multilingualism. By focusing on previously unexplored or underexplored manuscript material, it investigates the writer’s relationship with the Italian language as well as the role of Italian in his works. It also addresses the issue of translation by analysing the way in which Joyce’s works have been translated into Italian.



Language Studies

Balirano, Giuseppe; Maria Cristina Nisco (eds.) 2015 Language, Theory and Society: Essays in English Linguistics and Culture, Liguori, Napoli, 2015. viii + 231 pp., ISBN 978-88-207-6605, (paper) eISBN 978-88-207-6606 (e-book), €28.99


Busà, M. Grazia e Gesuato, Sara (a cura di), Lingue e contesti. Studi in onore di Alberto M. Mioni, CLEUP, Padova, 2015, pp. 990, € 60,00. 

Canziani, Tatiana; Kim Grego; Giovanni Iamartino (eds).
Perspectives in Medical English, Monza: Polimetrica, 2014 

Di Martino, Emilia and Di Sabato, Bruna, Studying Language through Literature. An Old Perspective Revisited and Something More, Cambridge Scholars Publishing, Newcastle upon Tyne, pp. 161, £39.99.

Di Sabato, Bruna e Perri, Antonio (eds) I confini della traduzione, Limena (PD): libreriauniversitaria.it Edizioni, 2014, € 14,50

Iannaccaro, Giuliana and Iamartino, Giovanni (eds) Enforcing and Eluding Censorship: British and Anglo-Italian Perspectives,  Newcastle upon Tyne: Cambridge Scholars Publishing, 2014, pp. 243, £48

Laviosa, Sara, Pagano, Adriana, Kemppanen, Hannau & Ji, Meng, Textual and Contextual Analysis in Empirical Translation Studies, Springer, Singapore, 2017, pp. 157, $89,99.

Laviosa, Sara. Translation and Language Education. Pedagogic Approaches Explored, London: Routledge, 2015, pp. 174, $ 44

Menegale, Marcella (ed.). Autonomy in language learning: Getting learners actively involved, Canterbury: IATEFL, 2013, pp. 365, € 6.50.

Sindoni, Maria Grazia. Spoken and Written Discourse in Online Interactions. A Multimodal Approach, London & New York: Routledge, 2013, pp. 240, £ 80.

Sturiale, Massimo, Nocera, Carmela and Iamartino, Giovanni (eds),/English Words in Time/,Polimetrica, Monza, 2014, pp. 176, € 24,00.